Vai al contenuto

Service in atto a.r. 26-27

 

Dalle parole che dividono a quelle che uniscono


Premessa
Il progetto “Scegli il Dialogo” nasce dalla diffusa consapevolezza di come la rarefazione del dialogo interpersonale tradizionale, a vantaggio di modalità comunicative ibride, digitalizzate e spesso asincrone, possa irrigidire i toni ed innescare reazioni non meditate.
Esso prevede la creazione di laboratorio di educazione al linguaggio rivolto agli studenti delle scuole secondarie di II grado, promosso dai Rotary Club ‘Treviso’, (club capofila), ‘Treviso Terraglio’, ‘Treviso Nord’, ‘Montebelluna’, ‘Asolo e Pedemontana del Grappa’, ‘Castelfranco’, ‘Serenissima Distretto 2060’ e il ‘Rotaract Treviso’.

Obiettivi
L’iniziativa intende rispondere al bisogno crescente di prevenire forme di ostilità, esclusione e aggressività relazionale nelle giovani generazioni, spesso suscitate ed alimentate da espressioni ingiuriose, violente o svalutanti, quali utilizzate nelle più varie modalità di comunicazione: espressioni verbali e gestuali, intonazioni, commenti, chat, meme. I giovani vivono quotidianamente linguaggi pubblici, digitali e relazionali che banalizzano l’offesa e la provocazione, irrigidiscono i contrasti, alimentando disagio ed isolamento sociale. L’intervento vuole operare sulle cause di questi fenomeni e non si limita a sensibilizzare o a “riparare” situazioni già compromesse, ma educa i ragazzi a riconoscere i meccanismi dell’ostilità, comprenderne gli effetti e sperimentare alternative comunicative più rispettose, forti e consapevoli. È quindi un’azione preventiva, formativa e trasformativa, coerente con l’obiettivo di generare cambiamenti misurabili e durevoli nella comunità.

Struttura
Il progetto prevede laboratori in presenza condotti da formatori specializzati ed un evento finale pubblico di restituzione. Il percorso accompagnerà gli studenti a riconoscere, analizzare e trasformare le forme di comunicazione ostile presenti in tre ambienti della loro esperienza quotidiana: media e rappresentazioni pubbliche, linguaggi digitali giovanili, relazioni di prossimità nella scuola e nel gruppo dei pari.
Le attività concrete comprenderanno osservazione guidata, raccolta di esempi, confronto in piccoli gruppi, classificazione dei linguaggi ostili, esercizi di riformulazione, produzione di elaborati originali e restituzione pubblica finale. Gli output potranno includere manifesti, testi, micro-narrazioni, dialoghi, reading, contenuti grafici o digitali, brevi video o altri materiali educativi.
L’innovazione sociale consiste nel trasformare gli studenti da semplici destinatari di una lezione a protagonisti di un percorso di osservazione, consapevolezza e restituzione alla comunità. Il progetto non affronta il tema del linguaggio ostile in modo astratto, ma lo colloca nei contesti reali frequentati dai ragazzi: social, chat, scuola, media, relazioni tra pari. Inoltre unisce scuola, Rotary, partner educativi e comunità territoriale in un modello replicabile, capace di produrre strumenti concreti per prevenire l’escalation del conflitto e migliorare la qualità delle relazioni.

Partnership Istituzionali e Rete Territoriale
Il progetto si avvale del supporto metodologico-didattico dell’associazione no-profit “Parole O_Stili” di Trieste.
Saranno coinvolte, con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Provinciale, le scuole secondarie di
II grado del territorio trevigiano che, con l’intervento dei loro dirigenti e docenti referenti, individueranno gli studenti cui proporre la partecipazione ai laboratori o all’evento di restituzione. Nelle fasi di restituzione pubblica, saranno coinvolti, con ruolo civico o specialistico, il Comune di Treviso, le Forze di polizia, partner mediatici o culturali.

Risultati auspicati
Il progetto vuole migliorare le competenze comunicative degli adolescenti, aiutandoli a riconoscere parole e modalità ostili, distinguere conflitto e aggressione, difendersi da dinamiche manipolative e riformulare messaggi in modo più chiaro e rispettoso. Il beneficio atteso non è solo informativo, ma riguarda il benessere relazionale: maggiore consapevolezza, migliore gestione dei conflitti, più attenzione all’inclusione e alla responsabilità nell’uso delle parole, anche nei contesti digitali.