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Malta, 10-13 maggio 2026

Come mai a Malta? Tutto è cominciato l’autunno scorso quando, parlando con la socia Alessandra Marin e il marito della loro vita per lavoro a Malta, abbiamo maturato l’idea di questo viaggio. La presidente ha subito acconsentito ed eccoci qui.

Quando si arriva dall’aeroporto, si incontrano subito le mura e le fortificazioni della Valletta fondata dai Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme quando, partiti da Rodi, giunsero a Malta nel 1530. Ma la storia di Malta è molto più antica arrivando all’età neolitica; arrivarono poi i fenici, i romani, gli arabi e infine i Cavalieri Ospitalieri.

Appena arrivati, vediamo subito l’antica capitale Medina la “città del silenzio”: labirinto medievale di vicoli sinuosi, splendide chiese e maestosi palazzi, racchiusi dalle antiche mura cittadine. Appena fuori delle mura, ecco Rabat che in arabo significa sobborgo. Qui si trova la Domus Romana costruita intorno al I secolo a.C., con i suoi preziosi mosaici del pavimento. La tradizione vuole che sia stato Rabat il luogo del soggiorno di San Paolo a Malta, fondando la prima comunità cristiana dell’isola. San Paolo inizialmente trovò rifugio in una grotta, ambiente oggi conosciuto come le Catacombe di San Paolo. Siamo scesi per una lunga scala fino al profondo ipogeo che si estende su una superficie molto vasta attraversato da molte gallerie circondate da sepolture dei primi cristiani. È un vero labirinto non adatto a chi soffre di claustrofobia. Quando usciamo “a riveder le stelle” ci spostiamo per visitare la chiesa di San Paolo capolavoro barocco: la chiesa ospita numerosi tesori artistici, tra cui una statua di San Paolo dedicata dal Gran Maestro Pinto e una galea d’argento appesa al soffitto donata dai Cavalieri di San Giovanni.

Dopo la visita della chiesa, andiamo al palazzo Xara dove Alessandra ci aspettava per un drink di benvenuto e una sorpresa per il gruppo di rotariani: un cappellino blu con lo stemma del Rotary e la scritta Rotary Club Treviso. Ovviamente applausi a scena aperta anche per il luogo scelto. Infatti palazzo Xara è del 1600 e possiede una vista spettacolare sull’isola. Da notare che tutte le camere hanno mobili originali dell’epoca così come dipinti e arazzi. Veramente una accoglienza regale.

Cena al Bottegin situato in un edificio storico posto tra le tortuose vie di Rabat, con piatti locali tra cui il piatto nazionale: pan fried rabbit, uno stufato di coniglio marinato nel vino rosso. Qualche buontempone ha fatto notare che in tutta la cittadina non si erano visti gatti…

Il giorno dopo visita del palazzo del Gran Maestro attualmente sede del Presidente della Repubblica di Malta. Quando i Cavalieri di San Giovanni abbandonarono Rodi, l’imperatore del Sacro Romano Impero concesse all’Ordine il feudo siciliano dell’arcipelago maltese a fronte della contropartita simbolica annuale costituita da un falco ammaestrato e dalla fortificazione dell’isola di Malta. I lavori di costruzione del palazzo iniziarono nel XVI secolo; successivamente i Gran Maestri apportarono modifiche aggiungendo elementi barocchi. Abbiamo visitato la Stanza di San Michele e San Giorgio usata per le riunioni del Gran Consiglio, la Sala Gialla, utilizzata dai paggi dell’Ordine e la Stanza dell’Ambasciatore o Sala Rossa, ricoperta di tappezzeria rossa e utilizzata per ricevere gli ambasciatori. Molto interessante l’Armeria che racchiude una delle più importanti collezioni di armi antiche e fa parte del patrimonio dell’UNESCO.

Poco lontano sorge la Co-Cattedrale di San Giovanni, chiesa conventuale dei Cavalieri dell’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme costruita alla fine del ‘500. L’interno è veramente splendido e non si sa dove girare lo sguardo per vedere una serie impressionante di opere d’arte. L’oro dei fregi che ricoprono le pareti si interrompe in corrispondenza di quadri e delle cappelle dedicate alle nazioni di provenienza dei Cavalieri. In una di queste si trova la Decollazione di San Giovanni dipinta dal Caravaggio. Grazie a questa opera egli ottenne di essere nominato Cavaliere di Grazia. Caravaggio lo firmò col sangue che schizza dalla testa del Santo, come “F(rà) Michelangelo. L’altra tela è San Girolamo scrivente che originariamente faceva parte dell’arredo pittorico della Cappella d’Italia.

Durante la visita della Cattedrale, abbiamo scoperto due curiosità: la prima è un grande falcone di bronzo, posto su un alto piedestallo, sul lato sinistro dell’altar maggiore presso la cappella dei Cavalieri di lingua francese in memoria del tributo annuo che i Cavalieri dovevano all’imperatore per aver loro concesso l’isola. La seconda curiosità dai tratti boccacceschi riguarda il busto di un Gran Maestro che era stato poco amato dai contemporanei tanto che molti si auguravano la sua fine. Lui imperterrito visse fino a 93 anni quando fu trovato morto tra le braccia di una bella giovane di 17 anni, ma i malevoli sostennero che si trattasse di un bellissimo paggio. Quale sarà la verità?

Nel pomeriggio gita in barca dgħajsa, tipica imbarcazione maltese che porta sei persone e con la quale abbiamo potuto vedere dal mare le tre città: che sono tre storiche località fortificate situate di fronte alla capitale Valletta. Le città, con i loro rispettivi nomi tradizionali maltesi, sono: Vittoriosa (Birgu) che ospita il maestoso Forte Sant’Angelo; Senglea (Isla) e Cospicua (Bormla.

La sera conviviale rotariana nel palazzo Auberge d’Italie dove si trovavano i Cavalieri di lingua italiana.  I Cavalieri della lingue d’Italie avevano il compito di difendere i vicini bastioni di San Pietro e San Paolo e il loro comandante era tradizionalmente il Grande Ammiraglio dell’Ordine. Avevamo contattato più volte un Club maltese per un incontro ma non abbiamo avuto risposta. Per fortuna la nostra Presidente, tramite il Governatore Gianni Albertinoli, ha contattato John de Giorgio socio di un club di Malta e Assistente del Presidente Internazionale Arezzo, persona squisita, che è venuto a salutarci e a raccontare un po’ di Rotary e un po’ di Malta. Per finire la serata in bellezza, visto che Sergio Squarzoni compiva gli anni, gli abbiamo fatto trovare la torta con le candeline. Brindisi a non finire.

Il giorno dopo visita all’isola di Gozo che è separata da Malta da poche miglia di mare.

Prima di tutto abbiamo visitato la zona archeologica dei templi di Ggantija  dichiarati Patrimonio dell’Umanità, sono la costruzione umana più antica del mondo ancora in piedi e si stima che siano stati costruiti tra il 3600 e il 3200 a.C. Si tratta di due templi a forma di donna enorme, che potrebbe rappresentare la fertilità. Alcuni dei megaliti impiegati nella loro costruzione, pesano più di 50 tonnellate.

Successivamente siamo entrati nella cattedrale dell’Assunzione.  Costruita sul sito di un tempio romano tra il 1697 e il 1711 a forma di croce latina, questo capolavoro barocco è opera di Lorenzo Gafa. Se il massiccio campanile a cinque campate è di per sé impressionante, il vero pezzo forte di questa spettacolare cattedrale è l’impressionante e convincente dipinto trompe l’oeil sul soffitto, che dà l’impressione di una cupola, una vera meraviglia di trucco artistico mentre in effetti li soffitto è piatto. Ci siamo poi incamminati tra i vicoli della Cittadella della capitale di Gozo Victoria, utilizzata dai Cavalieri di San Giovanni per difendersi dagli attacchi ottomani. Dalle mura della Cittadella si gode di una vista magnifica su tutta l’isola.

 La sera siamo stati a un ristorante situato in uno spettacolare palazzo barocco lungo i bastioni della Valletta costruito dai Cavalieri di San Giovanni nel XVI. Il ristorante è ricavato in un tunnel che portava a una postazione di artiglieria dei Cavalieri di San Giovanni a difesa della Porta della Città e del Ponte, dove i cavalieri prestavano servizio. Alla fine del tunnel e all’interno del tunnel stesso, si trova una mostra sulla vita locale dei maltesi di un tempo.

L’ultimo giorno ci siamo divisi in gruppetti: alcuni hanno fatto un giro in carrozzella, altri hanno preso il sole sulla terrazza dell’albergo. Il mio gruppo ha visitato la “Casa Rocca Piccola”, l’unico palazzo di proprietà privata aperto al pubblico. Costruito nel XVI secolo contiene una collezione di diversi oggetti di valore e di mobili pregiati. Abbiamo avuto il privilegio di conoscere il proprietario Nicholas Marchese del Piro che ci ha spiegato la provenienza di alcuni mobili e ci ha fatto vedere l’importantissima biblioteca e l’archivio della famiglia che risale a cinque secoli fa. Interessanti anche la rete di tunnel sotterranei scavati nella roccia nel corso dei secoli e usati come rifugio antiaereo durante la Seconda guerra mondiale.

Nel pomeriggio partenza per l’aeroporto e viaggio di ritorno. Io ho avuto qualche difficoltà a partire in quanto, essendo stato derubato del portafoglio, avevo come documento solo la denunzia fatta alla Polizia maltese. Dopo lunghe trattative sono riuscito a imbarcarmi sull’aereo per Treviso.

È stato un viaggio interessante che ha contribuito a cementare l’amicizia tra i soci: dalla fellowship rotariana, amicizia nel servire, siamo passati ad amicizia disinteressata, voglia di stare assieme e condividere nuove esperienze. Il Rotary unisce.